"I Fioretti sono un testo del più puro Trecento toscano, e così immersi nel francescanesimo duecentesco e nella polemica degli Spirituali da conservare nel dettato volgare tutta l'arcaicità della scrittura duecentesca.
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La poesia dei Fioretti scaturisce dall'estatica, candida visione di un mondo perfetto di soavità e d'umanità, e si esprime in una serie di narrazioni d'estrema limpidezza espressiva dove ogni fatto e ogni detto divengono parte viva della semplicità d'animo dell'anonimo scrittore." (Giorgio Petrocchi)