Genova 1589. In un convento avvengono strani delitti. Un assassino uccide i maiali, fonte principale di sostentamento dei monaci. Le bestie vengono ritrovate morte sull’altare. Sul petto hanno due profondi tagli che riproducono la croce cristiana. Per scoprire l’autore di queste luciferine uccisioni, il superiore del convento chiama Pimain, un ex soldato investigatore.
[...]
Inoltre, l’uomo esercita un mestiere particolare: il guaritore di maiali. Conosce i porci tanto da sembrare che comunichi con loro. Giunge persino, per curarli, a tagliare loro le carni senza che si ribellino. Pimain si aggira per il convento di Sant’Anna scrutando a fondo l’intima natura degli undici monaci guidati da padre Nicolò Doria. In quegli stessi giorni, Genova vive nel terrore in cui l’ha sprofondata un assassino seriale, chiamato dal popolo l’Artiglio, che uccide una donna dopo l’altra squarciando loro la gola con un gancio. Il guaritore di maiali, suo malgrado, deve indagare anche su questo mostro.