“Capovolse l’universo: il cielo in terra, la terra in cielo. Rigirò Dante: il paradiso all’inferno, l’inferno in paradiso. Appoggiò Einstein: tutto è relativo. Confermò Gesù: beati gli ultimi. Nel buio delle retrovie, dall’oscurità delle cronache, sul fondo delle classifiche, Luigi Malabrocca s’illuminò di nero: decise di pedalare piano, più piano, il più piano possibile.
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Voleva arrivare al traguardo, ma dopo tutti gli altri”. Dalla prefazione di Marco Pastonesi
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GMP39@PIEVE LIGURE-Biblioteca Civica "Il treno di carta"
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PIEVE LIGURE-Biblioteca Civica "Il treno di carta"
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