È una mattina di luglio, il mare è calmo, la radio accesa. È così che l’avvocata Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calì intercettano l’allarme della capitaneria: c’è uno yacht alla deriva. Con sette cadaveri a bordo, si scoprirà. Calì riconosce subito il segno del cianuro, forse sciolto in innocuo latte di mandorla.
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Rientrata precipitosamente a Catania, il vicequestore Vanina Guarrasi avvia un’indagine, affiancata da Patanè, che questa volta, tuttavia, potrà raggiungere solo al telefono... La trama avanza con passo deciso, tra snodi impeccabili e colpi di scena ben calibrati. La Sicilia, come sempre, è protagonista, con atmosfere che immergono il lettore in un giallo avvincente, dove ogni tassello conduce più a fondo nell’intrigo, tra personaggi ben definiti e l’inconfondibile stile di un’autrice amatissima.